Maledetto destino miliardario

È ORA DI RIBELLARSI.

MI DEVO ARRENDERE.

La ribellione è vero che non porta molto lontano quando si ha un mutuo sul groppone. Un lavoro precario. Un sistema bancario colluso con le grandi concentrazioni di poteri. Un’identità nazionale quasi inesistente. Il futuro dei miei nipoti inimmaginabile e privo di consistenza fatto di molecole irrespirabili. Un fondo monetario internazionale che attua disegni delinquenziali su scala mondiale. Un’Europa unita solo economicamente. Una classe politica italiana che, bipartizan nella realtà e conflittuale mediaticamente, ha venduto la nostra moneta alla Bce. Una Bce capeggiata da losche concentrazioni di potere che fanno di tutto fuorché gli interessi dei cittadini, veri proprietari della sovranità nazionale e monetaria del Paese. Conflitti di interesse. Signoraggio. Debito pubblico. Sistema energetico da rinnovare. Fiscal Compact. Falso in bilancio depenalizzato. Spending review. Smog.Crisi delle imprese. Suicidi. Slot machine. Evasione. Equitalia. Crisi occupazionale.Crisi delle coscienze.

Tutte parole pesanti, ma che tutto sommato non mi smuovono più di tanto.

In tutta franchezza  non mi hanno mai destato tanta preoccupazione.

Si perché io, da anni, ho IL PROGETTO.

Una sorta di missione-vocazione. Voglio disinteressarmi di tutto e di tutti e arrivare un giorno all’agognata pensione. Allora li si che incomincerò a godermi la vita. La mia scelta è semplice e potente: vivere in modo frugale per tanti anni. Quasi povero, ma senza mezza preoccupazione. Niente Tg, niente tv, niente tag, niente radio, poco web, zero reality. Nessun talk show. Nessun comizio. Nessun amico e nessun Amici. Nessuna manifestazione. Solo lavoro, quel tanto per mangiare e andare in giro con un paio di scarpe ai piedi, qualche vestito, una macchina utilitaria. Nessun figlio. Nessuna donna. Nessuna vacanza in villaggi turistici. Nessuna escort.Nessun ristorante. Nessuna discoteca a la page, nessun cinema. Insomma il mio IL PROGETTO è veramente ben congegnato, direi imponente.

Tanta natura, ecco cosa mi concederò. Poi stringendo i denti sguazzo nella ricchezza vera, quella fatta da assoluta austerità, per godermi un bel giorno la pensione, come un re. Senza ammalarmi per affanni e preoccupazioni; senza ambizioni, senza rischiare il crepacuore per una donna, per una carriera lavorativa, per una frustrazione di un frustrato capo o per l’ostacolarti di un collega arrivista che si mette in competizione. Nessuna tensione, nessun tenzone.

Accetto tutto. Che accada ciò che deve accadere. Tanto io ho IL PROGETTO. Non si tratta di decrescita felice. Si tratta piuttosto di mantenimento consapevole e beato dello stato di grazia più assoluto: la semi-povertà. In un colpo solo e nell’arco di un’intera vita, avrei così potuto professare e realizzare tutti i dettami del vero insegnamento cristiano: povertà, castità, rigore e digiuno.  Roba da far arrossire San Francesco. Mi sarei assicurato il paradiso per ¾ della mia vita. Poi per l’inferno del gran finale, chi non sconterebbe la pena? Un’amnistia per gli ultimi anni, qui in Italia, ti pare che qualcuno me la potrà mai negare?

Nel PROGETTO gli ultimi anni di vita, sarebbero stati un vero spasso. Un finale col botto. Mi sarei venduto casa e sarei andato a vivere in Brasile con la pensione e qualche risparmio. Un piano preciso, studiato, spirituale. Un’evoluzione in decrescita.

Un piano unico, tutto mio…solo mio.

Poi all’improvviso, oggi a pranzo, tuoni, lampi e un fulmine a ciel sereno. Un sonoro inno alla crisi.

Quella vera.

Il commercialista mi dice che la nostra generazione non maturerà mai la pensione. Calcoli alla mano, me lo ha dimostrato.

Ho avuto un soffio al cuore forte come un tornado. Avrei voluto urlare ma avevo la voce strozzata. Gli occhi mi bruciavano per i lacrimoni. Un urlo spezzato è imploso dentro di me.

 

NOOOOOOOOOOOOOOOOO

Non è possibile.

Mi sono per la prima volta sentito perso.

Senza IL PROGETTO, tutto diventa senza senso.

Senza presente.

Senza futuro.

Sono finito.

A causa di una classe politica che è una casta senza cuore, disinteressata e crudele, che ha fatto dell’egoismo la propria ragion di vita.

Ora, senza pensione, mi vedo costretto a fare ciò che non avrei mai voluto:

diventare miliardario.

IL DESTINO MI VUOLE MILIARDARIO.

MALEDETTO DESTINO!!!!

Da domani dovrò cambiare i miei piani.

Ora non posso far altro che maturare milioni di euro e arrivare al primo miliardo.

Sono costretto.

Siete riusciti a farmi diventare ciò che non avrei voluto mai essere.

VERGOGNATEVI!!!

Vi disprezzo con tutto me stesso.

Ora dovrò uscire dalla mia serena, rilassante e quieta semi-povertà.

Ora dovrò rinunciare all’anonimato.

Dovrò mettermi a lavorare per pensare al profitto.

Non avrò più un orario.

Dovrò occuparmi dei miei dipendenti.

Dovrò relazionarmi con altri.

Dovrò occuparmi di bilanci.

Dovrò credere nelle mie idee.

Dovrò finanziare istituti di credito e banche.

Dovrò diventare filantropo.

Dovrò avere a che fare con politici leccaculo.

Dovrò sistemare i figli degli amici.

Dovrò avere un parco macchine.

Dovrò avere più di una donna.

Dovrò subire le avances di giovani modelle arriviste.

Dovrò fare un po’ di stronzi e viziatissimi eredi qua e là che litigheranno al mio decesso.

Dovrò avere almeno due iphone ultimo modello.

Dovrò avere due segretarie.

Dovrò avere un agente.

Dovrò avere tanti soldi intasca e quindi tasche grandi.

Dovrò andare in palestra.

Dovrò andare in barca.

Dovrò prendere aerei privati.

Dovrò frequentare quartieri di lusso. Ristoranti di lusso. Club di lusso. E al polso, pesanti orologi di lusso.

Dovrò fare affari coi cinesi e dovrò andare a Dubai.

Dovrò leggere i giornali economici.

Dovrò apparire in tv.

Dovrò avere un sito web e almeno un blog.

Dovrò avere diverse carte di credito.

Dovrò curarmi dallo stress.

Dovrò vestirmi elegante.

Dovrò passare i capodanni in giro.

Dovrò andare in terapia.

Dovrò prendere farmaci, psicofarmaci e antidepressivi.

Dovrò fare interventi nelle migliori cliniche private.

Dovrò partecipare alle convention dei più grandi luminari del mondo.

Dovrò presenziare ai meeting delle fondazioni.

Dovrò fare beneficenza.

Dovrò partecipare alle manifestazioni buoniste.

Dovrò leggere libri di alta finanza e best seller.

Dovrò leggere e sostenere Saviano.

Sarà tutto un dovrò, un avere e un fare MILIARDI.

Mi avete costretto.

Ora che mi avete rubato i miei sogni, rubatemi pure sta ceppa…purtroppo, anch’ella miliardaria!

Vi prenderei a scudisciate con mazzette di banconote da 500.

Vi lapiderei con lingotti d’oro.

Ma non posso che adeguarmi e non contrastare il destino.

Questo primo post su questo blog è il primo passo verso il su-cesso.

Io non lo volevo. Ma sono costretto.

Vi odierò.

Maledetti plutocratici, vi odierò.

Per sempre!

Giammarco

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